Iniziativa i158: Una legge regionale seria di contrasto al gioco d'azzardo
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Ultima bozza creata il 2013-01-20 alle 19:04:56 · Elenca tutte le revisioni (6)

Non tutti sanno che l'Italia è diventato il più grande casinò al mondo (in proporzione al reddito pro-capite). Il giro d'affari annuo del gioco d'azzardo legale si aggira sui 100 miliardi di euro, cioè circa il 5% del prodotto nazionale lordo (più circa 20 miliardi di euro di gioco illegale). Una famiglia media si gioca ogni anno diverse migliaia di Euro. Ci sono comuni particolarmente giocatori, come Pavia, che detiene il record nazionale (http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_giugno_12/pavia-record-gioco-azzardo-slot-machine-del-frate-201575430243.shtml).

D'altro canto vi sarete resi tutti conto della proliferazione di sale da gioco, slot, poker su internet, pubblicità in televisione e via dicendo. Altro che qualche gratta e vinci.

In effetti il fenomeno è in crescita, perché lo stato ha bisogno di soldi e quindi conta molto su entrate erariali che si aggirano sui 10 miliardi di euro all'anno. Una quota di gioco legale è peraltro inevitabile, dato che altrimenti i giocatori si rivolgerebbero alla malavita o a tavoli da gioco virtuali su internet a beneficio di altri Paesi. Tuttavia, nelle proporzioni attuali, il gioco ha delle gravissime conseguenze:

  • sottrae reddito alle famiglie, in genere quelle delle fasce più deboli: è una vera e propria tassa sui poveri
  • crea dipendenza in alcuni, vittime delle cosiddette ludopatie, che diventano facili prede dell'usura
  • colpisce ormai anche i minorenni

Incredibilmente ci sono partiti che propongono di servirsi ancor più del gioco per fare gettito e rimpiazzare altri meccanismi di imposizione. Penso al PdL dell'onorevole Berlusconi, che irresponsabilmente ritiene di poter mungere ancor più la gente attraverso questo meccanismo. Nel Centrosinistra ho sentito voci contraddittorie, ma ultimamente il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, candidato alle prossime politiche, ha lanciato un grido d'allarme a Ballarò.

Si deve legiferare a livello nazionale, puntando a una riduzione dell'offerta, a un contenimento dell'accesso e a un'adeguata informazione (tra l'altro esiste una certa correlazione tra la prudenza al gioco e la cultura matematico-scientifica). I sindaci si stanno muovendo con un manifesto contro il gioco d'azzardo, al quale ha aderito il sindaco di Milano. Ma anche a livello regionale si può e si deve fare qualche cosa.

In effetti in molte regioni ci sono progetti di legge avanzati. In Lombardia è stato presentato un progetto di legge: “Norme per la prevenzione, il contrasto e il trattamento della dipendenza dal gioco d'azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate”.

Propongo quindi che si approvi una legge regionale che in primo luogo contrasti la dipendenza ma che vada oltre e contrasti il gioco d'azzardo tout court, traendo ispirazione dalle migliori proposte di legge già esistenti, a tutela dei cittadini, delle famiglie, del loro reddito reale, e quindi del loro effettivo potere d'acquisto.

Internet è una miniera di dati e informazioni pazzesca: troverete senza dubbio conferma della gravità del problema grazie alla stampa e ad autorevoli fonti. I dati sono facilmente reperibili, a cominciare dal sito del monopolio di Stato, dove si trovano per esempio il consuntivi anno per anno. Si possono anche fare analisi interessanti, come quella che trovate sul mio blog (http://ricostruiscitalia.blogspot.it/2012/11/tassa-sui-poveri.html), che appena ho tempo approfondirò con i dati che ho accumulato.

Nota: ho scritto in chiaro gli indirizzi di alcuni collegamenti che non sembrano funzionare sulla piattaforma liquid-feedback, malgrado il loro indirizzo sia corretto. Gli altri dovrebbero funzionare.